Piedi Velati

A volte le tentazioni partono ... dal basso !
venerdì, 31 luglio 2009

" TARE MENTALI " .....

Ma possibile che nel XXI secolo ci sia ancora gente che abba dei "preconcetti" e o "tare" ( blocchi ) mentali e che tentino di "annullare" il pensiero altrui ???  Che non abbiano altro da fare che "girare" per internet e "segnalare" ( falsamente) utilizzo di foto "altrui"? ... Beh se basta solo una "segnalazione" per poter far chiudere un proprio spazio c'è mancanza di "serietà" ( da parte dei gestori in particolare che dovrebbero "controllare" la veridicità ) ma soprattuto di " LIBERTA' " dell'espressione del proprio essere ...  Ipse dixit ...

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domenica, 19 luglio 2009

VIVA LA MODA !

Meno male che anche quest'anno la "moda" non CI abbamdona !

La femminilità è ancora una volt EVIDENZIATA !!!... e SEDUCE !!!

Sculture ? Gioielli ?? ... Certo è che non passeranno inosservate !!

Donne APPROFITTATENE !!!! ... 

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sabato, 11 aprile 2009

Volevo ...

Augurare BUONA PASQUA ... a TUTTI ( Amici e Non ... )

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lunedì, 12 gennaio 2009

La befana è passata ...

Anche quest'anno ho sperato di essere "stato bravo" e di trovare "qualcosa" nella "calza" ....

Eppure ... mi accontentavo di poco !... o NO ?????

 

 

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venerdì, 19 dicembre 2008

Nonostante tutto ... BUON NATALE !!!

Auguro Un Felice Natale a Tutti quanti ( AMICI e NON ) e un bacio ( solo alle Donne! )

By AlbertVR !....

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mercoledì, 19 novembre 2008

Per me

Ieri ho visto un'intervista a Martina Colombari che parlava di "collant" in occasione dei 50 anni dalla loro "creazione"

Al di là del "pratico o meno " li considero notevolmente intriganti e seducenti ...

Loro storia :

 In principio fu la “calzamaglia” di Allen Grant, inventore-stilista che nel 1959 la creò usando il nylon, fibra malleabile e trasparente “delicata come una ragnatela, resistente come l’acciaio” scoperta già nel 1938 da Fallace Hume Carothers e usata per le calze dalla DuPont. Però, in quegli anni di guerra, le calze femminili dovettero lasciare spazio – e filati – alla produzione di paracadute, riprendendosi il dominio sulle gambe delle donne soltanto alla fine degli eventi bellici : finita la guerra, nei soli primi quattro giorni di vendita, le americane ne acquistarono 4 milioni di paia.

L’inizio della storia racconta che è datata 1956 la nascita della calzamaglia senza cucitura ad effetto “vedo nudo” e che risale al 1959 il modello in lana creato per tutta la famiglia, subito trasformato, da Allen Grant, nella prima calzamaglia trasparente, antenata del collant.
La Storia si snoda poi lungo la “galleria” di donne famose il cui fascino è stato sottolineato dai collant : Sofia Loren li sfoggia ne “La Baia di Napoli” ballando uno scatenato rock’n’roll per Clark Gable; Marylin Monroe nel film “Facciamo l’amore” li abbina solo ad un maxi pullover stregando Yves Montand. E che dire di Jane Russel e Marylin Monroe amiche-avversarie in “Gli uomini preferiscono le bionde”?
I collanti vissero un momento di massimo fulgore negli anni Sessanta. Divennero indispensabili per valorizzare le gambe scoperte dalla minigonna di Mary Quant e, più che mai, le fecero splendere, lunghissime, sotto gli hot pant inguinali portati con stivali altissimi : icona, la fantastica Jane Fonda in “Barbarella”.
Alla fine degli anni 60 impazzò il colore. Un vero arcobaleno : dalle parrucche sino ai collant che, ad esempio, Pierre Mantoux declinò in 56 varianti per coordinarli alle tinte degli abiti. Dal canto suo, Mary Quant fu la prima stilista che le disegnò con il suo logo a margherite.
Però, come ogni moda, anche i collant conobbero un periodo di magra e, all’inizio degli anni 70 – con l’avvento dei gambaletti al polpaccio, della calzamaglia spessa e nera prevista per lo stile “Amleto” lanciato da Yves Saint Laurent – subirono un vero crollo a livello mondiale.
Si ripresero grazie all’inventiva di nuove proposte : i collant modellanti e quelli di rete e di pizzo divennero tendenza; quelli di Pierre Mantoux a pois, in rilievo e no, un successo mondiale. La moda recuperò femminilità e i collant ritrovarono il successo grazie ai tailleurs morbidi dalle spalle imbottite, alle gonne danzanti e alle calzature dal tacco alto e sottile.
Negli anni ottanta i collant si trasformarono in piccole opere d’arte : un classico i disegni ramage con incrostazioni di pizzo; famoso quello in pizzo rosso che Pierre Mantoux dedicò a Kelly Le Brook, fascinosa interprete de “La signora in rosso”.
Nella seconda metà degli anni Ottanta, le calze diventano indispensabili accessori “firmati” : Armani e Valentino, Versace e Lacroix e tutti i grandi stilisti li abbinano con attenzione puntigliosa alle loro collezioni.

.Negli anni Novanta, il collant è declinato tra genialità e comfort. Diventa coprente e morbido grazie all’uso della microfibra. E’ del 1992 la foto osé di Vivienne Westwood che, davanti a Buckingham Palace si fece fotografare a gonne alzate, senza biancheria intima… ma con il collant coprente.

Nel corso dei primi otto anni del Duemila, per seguire gli incostanti umori e i soliti capricci della moda, le forme e le fortune del collant si sono alternate tra il tradizionale (classico/trasparente), la versione autoreggente (più “stuzzicante”) e le versioni fuseaux e leggings (sportive/funzionali). Ma questo accessorio è oggi giudicato irresistibile soprattutto quando, ricamando lungo le gambe ramages di luce tracciati da perle, paillettes e jais, diventa prezioso unico e desiderabile quasi come un gioiello. Anche nel prezzo.
Il filmato che rende particolarmente "veritiero" ciò che "penso" lo ha centrato il pieno la Golden Lady con questo ...

E poi ditemi che NON E' VERO !!!

 

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lunedì, 29 settembre 2008

FINALMENTE !!

Nonostante non sia un patito dell'Inverno e del freddo ( anche se adoro i piedi freddi delle Donne... ) Finalmente tornano le adorate calze ... e per di più la moda prevede un bel tacco alto !!!  ( Anche il rumore del tacco suscita un certo "brivido" .... )

 

 

 

Lo so, per qualcuno sarà monotono ( " ... ma questo guarda solo i piedi ??? " ... ) , ma la mia " passione " è questa ... e quindi .... guardo ciò che " mi piace"  ( ovviamente non "disdegnado il resto " !!!  ). La mia fantasia inizia già a "galoppare" , scarpe col tacco, calze di ogni colore e disegno, e penso a quanto potrei essere "fortunato" nel vedere splendide donne nella loro camminata,  ancheggiando , soffermandosi ... e magari riposasondasi e facendo uscire il piedino inguainato da calze velate ....

 

 

Si ... sono proprio contento !

postato da AlbertVR alle ore 09:03 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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mercoledì, 16 luglio 2008

Un pensiero al Gentil Sesso ...

 

Un pensiero a TUTTE le Donne !

A TUTTE : Sempre Donne ma sempre così sensualmente  "diverse" .... 

Un bacio per TUTTE quelle che mi hanno conosciuto ... e NO !

[ Momenti di "ricordi" ... o ... "paura di Invecchiare" ?? ]

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martedì, 24 giugno 2008

Articolo interessante ...

Calze e seduzione
70 anni di storia

di Monica Maggi

Dalla seta al nylon, dalle autoreggenti ai collant, ecco come è cambiato nel tempo il gusto di coprire le gambe

 

Nelle ultime sfilate di moda ha trionfato, regina indiscussa del fascino e del glamour. Con stringhe e con ramage, salendo e arrampicandosi sulla pelle delle donne, ricamata, coprente o trasparente, la Calza compie (quasi) settant'anni, ma è energica e pimpante come una ragazzina (www.calze.com) E, incredibile, il simbolo della femminilità per eccellenza ha origine ancora più antiche della sua età ufficiale.

Già nelle tombe dei faraoni egizi sono stati trovati frammenti di calze lavorate a maglia. I nostri progenitori dell'antica Roma, invece, coprivano le gambe con fasce di tela o di lana. Certo è che la nascita della calza, così come viene intesa nel termine moderno, risale al Medioevo, quando la seta cominciò ad essere lavorata proprio per realizzare questo tipo di indumento. (www.thefastportal.com) A indossarle però, come nei secoli precedenti, erano esclusivamente gli uomini; nel momento in cui alle donne fu concesso (finalmente!) di mostrare le gambe, le calze iniziarono a trovare un posto fra i loro capi di vestiario, sino a diventare, nelle versioni velate in seta, simbolo del lusso. Un lusso destinato, ovviamente per lungo tempo, a poche donne. Il periodo di esclusività durò sino agli Anni Venti, con l'invenzione del rayon, ribattezzato 'seta artificiale'. Le calze, ancora relativamente velate, diventarono accessibili ad una più larga fascia della popolazione. Si trattava di calze prodotte col sistema della maglia sagomata e cucita.

Bisogna però aspettare la fine degli Anni Trenta per assistere ad una vera e propria rivoluzione. Era il 1938, e da una piccola azienda a conduzione familiare, che doveva ufficialmente produrre polvere nera da sparo, uscì per la prima volta il nylon. Il sagace inventore si chiamava Wallace H.Carothers, e la sua creatura venne definita 'resistente come l'acciaio e delicata come una ragnatela'. La calza aveva visto la luce.
L'anno
successivo le calze di nylon iniziarono ad essere vendute in pochi negozi di Wilmington. La voce iniziò a spargersi a macchia d'olio: c'erano uomini e donne che arrivavano dalla lontana New York per acquistare il nuovo capo di abbigliamento.

La distribuzione fu avviata subito in tutto il Paese americano, sino a raggiungere, dopo il primo anno, la quota di 64.000.000 di paia vendute. Nel 1940 iniziò un altro periodo buio della Storia, dove il lusso e il superfluo era stato bandito per far posto alla crudele necessità della Guerra.

La produzione di calze in nylon, nei tipi più fini, venne interrotta: le donne, grazie alla loro capacità inesauribile di inventarsi la vita, arrivarono a disegnarsi sulle gambe quella cucitura posteriore, che caratterizzava le calze, passate amatissime compagne quotidiane. Terminato il conflitto, le calze riapparvero in tutta la loro desiderabilità. E fu subito un delirio: davanti ai negozi si formavano lunghe code di donne (come pure di uomini "incaricati" all'acquisto) e, fra di esse, non mancò nemmeno qualche lite furiosa per I'accaparramento. In un batter d'occhio si arriva agli anni '50, periodo storico che porterà con sé più di una rivoluzione, calza compresa. Intanto, sia in Europa che in America, cominciarono a diffondersi le famose calze senza cucitura, ancora appese ai reggicalze ma più velate, più colorate, più tentatrici. Il nylon diventa di massa e meno costoso, quasi tutte le donne possono permettersi una confezione di calze nel guardaroba. La guerra è passata da poco e le donne mostrano ancora le gambe molto sotto il ginocchio.



Con gli anni Sessanta arriva la seconda rivoluzione nei mondo della calzetteria: il colosso americano Du Pont lancia sul mercato un prodotto che ha del miracoloso, l'elastam Lycra. Inizialmente la fibra viene utilizzata nelle calze vendute per scopi curativi, ma quando nella prima metà del'65 André Courrèges e Mary Quant lanciano la minigonna, il collant si fa strada, si grida ad un miracolo che ha il sapore a metà strada tra il sociale e il politico. Le gambe diventano sempre più nude, le gonne sempre più corte, le donne sempre più coraggiose e sicure. Una minigonna può esistere perché esiste un collant a prova di pudore, e viceversa. Nei periodi successivi tecnica e moda continuano a procedere di pari passo, ravvivando la scena del mercato: gli anni Settanta verranno ricordati per l'avvento di calze e collant in pizzo, e nello stesso tempo per la battaglia ingaggiata tra gonna per la donna-donna, e pantalone per la femmina aggressiva; gli anni Ottanta imporranno modelli di calze eleganti e setose; gli appena passati anni Novanta restano impressi nella memoria fashion per la ricerca del massimo comfort.

Negli anni Novanta, inoltre, nascono i collant 'tecnici', termine certo poco attraente, che stanno ad indicare nuovi collant capaci di modellare perfettamente le gambe meno sinuose, e di sottrarre qualche centimetro. Le donne diventano, non solo ma anche grazie alle calze, sempre più sicure di dare il meglio di sé. Il collant inoltre non è più confinato tra gli accessori, ma viene firmato dalle grandi marche di abbigliamento che lo assumono a capo primario, variando colori e motivi ogni collezione. Intanto, i mass media e la comunicazione pubblicitaria investono sempre più i collant e le calze di una forte carica di seduzione, mettendone in risalto la capacità di essere veicolo, sia emblematico che denso, della femminilità.

Nel periodo dell'ostentazione edonistica degli anni Ottanta anche Jessica Rabbit, l'eroina di cartone del film su Roger Rabbit, invita a conoscere le calze mostrandole dal provocante spacco del suo lungo abito avvolgente rosso. Negli anni Novanta la tendenza a fare delle calze oggetto di seduzione si accentua, ricorrendo strategicamente a sex symbol di fama internazionale per gli spot televisivi: chi non ricorda Kim Basinger, la bionda strepitosa di 'Nove settimane e mezzo' e il suo spogliarello mozzafiato, di fronte ad una tapparella appena dischiusa? La Basinger diventa interprete di una pubblicità di calze molto popolari.

Un'altra casa di calze e collant porta in Italia Ronn Moss, il magnifico Ridge della soap opera 'Beautiful'. Storico invece il balletto tra la bionda Valeria Mazza e il focoso Antonio Banderas, un duetto di tango argentino che mette a dura prova la resistenza di una calza tutta italiana. Come a dire 'puoi fare davvero tutto tutto tutto, e con chi vuoi, ma le nostre calze non si smaglieranno mai!'.

E' dell'estate scorsa l'ultima provocazione trendy, il collant infradito per gambe coperte e piedi in bella mostra. Oggi, Terzo Millennio che s'affaccia, le calze sono sfiziose e preziose più che mai. Intanto le calze-calze, quelle che si tengono su con la giarrettiera (le famose autoreggenti) o con il reggicalze allacciato in vita, preparano la rivincita. Con un più diffuso edonismo, si torna a cercare una femminilità tradizionale, si riscopre il sexy, si abbandona almeno ogni tanto il collant. La Perla, quest'anno, mette addirittura in campo i lacci: ultimo grido in fatto di moda impertinente sono le autoreggenti, arricchite da un intreccio di lacci sul retro della gamba, che tanto ricorda il corsetto dal sapore fetish.

Se è pur vero che un paio di collant o di calze, sia da reggicalze che autoreggenti, sono ormai un genere di largo consumo, vorremmo dare qualche sano consiglio per le signore, e per una lunga vita del simbolo della donna.

Come indossarle:
La maglia delle calze è infatti estremamente fine. E' necessario assicurarsi, anzitutto, che le mani siano lisce; bisogna evitare di toccare il capo con unghie o con anelli; le più scrupolose indossino un paio di guanti. Raccogliere ciascuna gamba della calza, arrotolarla fino alla punta del piede e indossare delicatamente. Srotolare fino al ginocchio, ripetere l'operazione senza tirare o dare strappi. La stessa attenzione e delicatezza va posta quando si sfilano.

Come lavarle:
Le calze vanno lavate spesso, a mano e in acqua tiepida, per mantenere forma ed elasticità. Usare un detergente. Delicato, non al cloro, e sciacquare abbondantemente. Non strofinare, tirare o torcere. Se si preferisce la lavatrice, mettere le calze negli appositi sacchettini o in mancanza va bene anche una federa di cuscino.

Come asciugarle:
è consigliabile evitare fonti dirette di calore come caloriferi, raggi diretti del sole e, ovviamente, lavatrice lavasciuga. Da dimenticare il ferro da stiro: i filati fini e pregiati sono molto delicati e potrebbero rovinarsi. Calze e collant non devono mai essere lavati a secco.

 

postato da AlbertVR alle ore 15:03 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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lunedì, 02 giugno 2008

Calze - La seduzione nel vedere e nel toccarle

Il piede di per se mi attira ma in particolar modo se "coperto" da una calza velata e seducente, con una scarpa che ne esalta la forma  ....

 

 

 

 

postato da AlbertVR alle ore 17:28 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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Non libero ... con una forte attrazione per i piedi femminili ... con calze velate ...


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